Lippi: "Le giornate non passano mai, bisogna arrivare alle 7 di sera. Avevo la vita migliore"
Il tempo è diventato un nemico difficile da fronteggiare e l'ex Ct dell'Italia non lo nasconde nel corso dell'intervista a Repubblica.

Marcello Lippi ha avuto una vita importate tra successo professionale, fama e soldi. Dopo il decollo con il Napoli, è approdato alla Juventus dove ha vinto tutto. Poi il picco più alto con la vittoria del Mondiale alla guida della nazionale italiana nel 2006 in Germania.
Il 12 aprile compirà 77 anni. A Repubblica racconta: "I ricordi sono tanti e non li mando via, anche perché sono quasi tutti felici – racconta oggi Lippi – Però non rivorrei niente indietro, dal momento che ho avuto tutto. Ho avuto la vita migliore del mondo, il mio tempo va bene così". È questo quel che manca al Lippi di oggi: ha tutto, ma gli mancano le cose che facevano volare minuti, ore, giorni, anni. Marcello ha Viareggio, la Versilia, il mare, la barca, una famiglia stupenda, l'amore della gente. Ma il tempo è diventato un nemico difficile da fronteggiare e Lippi non lo nasconde.
"La mattina guardo il mare dal terrazzo della mia casa sul lungomare, poi scendo a fare due passi, oppure prendo la bicicletta. Ma le giornate non passano mai. A volte i giorni sono un problema - spiega Lippi - specialmente i pomeriggi d'inverno così lunghi. La mattina scendo al mare, poi verso l'ora di pranzo raggiungo Simonetta (la moglie, ndr) nell'altra nostra casa, quella tra la pineta e Torre del Lago, e mangiamo qualcosa insieme. Mi concedo un mezzo bicchiere di vino, così mi prende sonno e posso riposare sul divano. Poi bisogna fare arrivare le sette di sera. Mi annoio un po'".
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